Di Mar (del 01/03/2007 @ 21:39:33, in Nonsenso, linkato 988 volte)
Gerza consapevole della sua predisposizione per il francese esclamo': "Ossignur!!" Infatti il francese stava sulla porta proprio alle 7 di mattina ( tra le 11 e mezzogiorno e un quarto per l'appunto!)
Al "vedendolo" li' Gerza tremo' di congestione tanto che l'agente della ciccia smise di giocare a battimuro ripiegando su un risiko per principianti (versione da 0 a 98 anni!) Dalla radio uscivano ( o forse entravano?) le note ( meno note ai piu' piu' note ai meno !) di "Fin che lo zatterone funge" famosissimo successo di S.Romolo del periodo paleolitico ( cioe' piu' o meno quando Berta filava)! I n contemporanea, anzi in diretta differita, Carlos senti' questa musica "rimembrantegli" la sua losca giovinezza ed ebbe un sussulto tipo scala Mercalli ( o scala mobile oppure scala reale....????) tanto che quel secondo virgola cinque di ritardo lo escluse purtroppo dalla cinquina dei 128 finalisti favoriti.
Il francese fece un passo avanti, Gerza un passo indietro! Iniziarono inavvertitamente e sommessamente a ballare il "Fosse trotte",tali quali sputati a "Ginseng e Ford", famosissima copia di ballerini del Sud Tirolo ed Uniti!
Fu in quell'attimo apoteosico che Carlos emergendo dal pavimento esclamo'con espressione "infranta": "Aoh rega'..so' rivato sesto!!!"
Stock, stock. La porta miagolò con cipiglio inusuale. "Chi ene?" rispose Gerza in francese anche se non lo conosceva.
"Sono il lupo" rispose egli tra il faceto e il non.
"E io so' mi' nonna" rispose ella guardando di sbilenco l'agente della ciccia che aveva già iniziato a giocare a battimuro. Egli averebbe voluto sapere giocare meglio di quanto sapesse giocare peggio e sin da bambino aveva cercato di imparare, studiando anche musica, ma niente da fare. Su dieci battimuro ne azzeccava no è sì due..tre, oppure sì e no nove. Ne era infelicitato, poveraccio.
Nel frattempolo Carlos si era introdotto nel caveau. Stava scavando come una talpa impazzita e consapevole della caducità delle cose.
Primeiro era ormai alle calcagna, anzi si stava avvicinando alle caviglie e la cosa stava assumendo una tinta giallognola. Fu denunciato per itterizia.
Se ne accorse e rise di se stesso e del mondo ma non potè farlo a lungo perché gli venne un singhiozzo tale che ancora ne parlano i quotidiani.
Gerza si era immessa contromano nella camera da letto scopo matrimonio: non intermediari.
Ma fu colta dallo sconforto, proprio lei che cantava sempre "Cogli la prima mela.".
Di Mar (del 08/01/2007 @ 22:25:14, in Nonsenso, linkato 904 volte)
Era circa il 2, piu' o meno, dell'anno in corso! Mi pare corso Garibaldi, o Mazzini, comunque la giovine Italia!
Peppe e Coz favolettero per un giorno, due ore, sette minuti e un bruscolino ( in un occhio!) di secondi! Se non erro, o se non esso! In quel mentre si udi' uno squillo di trombe, pardon: di campanello! :"E' la porta -esclamo' Coz- in pietra ad un panico panicissimo! Cielo potrebbe essere il mio uomo ufficiale, l'ufficiale gentiluomo!"
Come seppimo dalla puntata precedente infatti Peppe non era l'uomo di Cozza ma era l'uomo di Neve!
Fu il suono? Non lo fu? E se lo fu orsu'! Mentre lo scrivo, ma che dico, mentre lo penso...ma quanto lo penso? Non so! Resta che il fatto non sussiste: Peppe si sciogliette lasciando una pozza ( di Fassa? Forse! Chi puo' dirlo) acquatica ai piedi di Coz! Spari' quasi fosse un mago,il famoso mago di Coz!
La porella vedendosi l'omo suo ( per un 50%)dileguarglisi dianzi fu cosi' spaurata da svennerci!
Il campanello suonava a intermittenza natalizia passo' dalla prima scampanellata alla terza, poi la quinta fino alla nonna di Beethoven, che era una signora rispettabilissima ma con questo viziaccio di suonare I campanelli e scappare!
Coz nel frattempo si riebbe in pieno viso! Tale fu il riebbimento che ella stessa stupi'a grappolo! Prese il coraggio necessario, circa du etti de quello bbono,e si avvio' ad aprire la porta!
Neve le si presento' in tutto il suo candore perboratico stabilizzatico! Era venuta a riprendersi il suo uomo!
E fu in quell'istante che Coz, con il sopracciglio ondulato, il ciglio umido, il labbro siliconato de brutto sussuro':
La mostra di Von Strichnen ovverosia parlare critichese (d’arte)
La tendenza di Wibllen di sublimare il noumeno pittorico in astratte forme che imbizzarriscono nel turbinio dei sentimenti emblematici, non poteva esimersi dal prorompere imperiosa nella pennellata strichniniana ed, in particolare, ne “La Foglia” del grande maestro frascatano. Qui si coniugano l’estremismo illuministico di Pinc Pallogen, con tutti i suoi risvolti manieristici, e la determinazione stereotipa del connubio strichniniano. Non a caso il Frollatti chiamò questo dualismo: “Dualismo del Pinc”. Da “La Foglia” emana altresì lo spirito crepuscolare di Resten, sempre più tendente all’estrinsecazione esplicita del cotechino, che, agli albori di un secolo denso di autorevoli espressioni naturalistiche, si dissolve in una molteplicità di aspetti neorealistici intrisi di inestetismo premonitorio di un’epoca ormai decorsa. Ne “La Foglia” Strichnen rivela anche manifestamente la sua, finora nascosta, tendenza ad un eclettismo stereotipo che preannuncia il desiderio di evocare le forme ed i contenuti del mai troppo decantato astrattismo francesizzante e sempre meno recettivo degli archeotipi occidentali.
L’anno scorso era scaduto da poco e Cozza (questo era il suo nome d’arte ma tutti la chiamavano Coz) si ritrovò al primo dell’anno in corso senza nemmeno un piccolo avvertimento. Ancora dormiva.
Peppe non era il suo uomo, ma un altro. Comunque arrivò e la destò con una secchiata molto calda.
Cozza si destò pigramente e chiese un cappuccino con cornetto.
Le maestranze l’avvertirono che avrebbe dovuto guardarsi dal fare richieste del genere, specialmente in un paese dove non vigeva.
Essa si scusò e si diriggette subito verso il Louvre, dove, sin da piccola, si era riproposta che da grande, se avrebbe potuto economicamente forse vi andrebbe ma non era sicura.
Non fece a tempo a giungere alla prima promenad che Peppe la bloccò. “Sali in canna, piccola! “ (Aveva una montagna baic vecchia ma molto bella: era marone co’ qualche stellina qua e là).
Ella non avrebbe potuto se lo sapeva prima, ma non lo sapeva ed allora posse. Saltò sulla canna con un salto e rimase lì stordita dal colpo.
Arrivarono al Louvre dopo la mezzanotte ed il film era già finito.
Ella rimase malissimo e pregò il suo uomo di noleggiare un Dvd: scelse “Vai con il vento”. Si ricordava ancora il casto: Bettigreble eVangionson.
Si sederono sul bulervard de Pincopal e si vedettero il filmino lì sulla ru (pronuncia ru), come due baffoni: non avevano nemmeno il pop-corn. Egli comprò una Coca usata (ma ancora in garanzia) e la leccò appena sul bordo lasciando l’ultima goccia alla sua famm. Quanto erano aromatici!
“Che bella coppia, uè; che bella coppia uè” si udiva in giro. Che coro, che vita, o Silvia mia!
Arrivati al te end, si avviorno verso casa di Coz. Sotto casa di Coz, ella disse: “Ma ‘ndo vai tu?”
“A casa di Coz” rispose egli perché ci voleva provare…(capito l’antifono?). Ella lo stordì con un manrovescio e lo apostrofette “Sporcaccione, come ti permetti?” (Fu una bella lezione di morale che Peppe capì subito). Egli cominciò a piangere per il pentimento, con singhiozzi e qualche piccolo lamento (come i cani che guarniscono).
Ella rimorse e gli disse, commossa: “Non devi piangere, bambino; su, vieni con me che ti racconterò una bella favoletta”.
Piangendo Peppe salì con Coz e pare che ancora stiano lì a scambiarsi favolette.
Di Mar (del 25/11/2006 @ 17:45:19, in Nonsenso, linkato 729 volte)
Primula giaceva svenuta, li' per terra, come una pelle di gorgonzola usato! Nessuno si capacitava di cio', nessuno che fosse esperto, se non proprio di gorgonzola, almeno di grana padano!Qualcuno, o qualcun altro chi puo' dirlo, esclamo':"Urge un medico!" E il medico urse! Lo sgomento generale, o piu' probabilmente caporale, i gradi erano un po' sbiaditi, era molto inferiore alla media stagionale! Brendon, tutto rinchiuso in se' stesso fu scassinato verso mezzogiorno dopo un lungo è febbrile lavoro da parte della banda Bassotti! Fu a questo punto che esplose il putiferio! Qualcuno lo aveva appoggiato troppo vicino alla stufa non considerandone l'alta pericolosita'! L'esplosione investi' in pieno sopracciglio destro una guardia di finanza che, giunta in loco, si stava facendo un pediluvio in attesa di giudizio! Fu in quel momento che Primula si riebbe, ed essendosi appunto gia' avuta in precedenza, non si meraviglio'! Lo stupore stupi' tutti, chi piu' chi meno, chi per e chi diviso, chi, molto audace, stupiva logaritmo! Solo lo stagnaro, molto scarso in matematica non stupi'! Il preside visibilmente commosso, abbracciando tutti con uno sguardo amorevole e pieno di gratitudine chiese:"Dov'è il mio zainetto con la merenda?"
Primula era distesa sul divano a fiorelloni gialli e rossi (ma forse più verdi che bianchi) con lo sguardo inebriato. Brendon avrebbe voluto ma non era sicuro. “Primula, t’amo…” le sospirò rivolto all’indietro (perché in quel momento gli veniva un ruttino silenzioso). “Sì, ma quanto mi ami, quanto mi brami, quanto mi sbrani? E perché?” Brendon fu folgorato dalla domanda perché sul ‘quanto mi brami’ non si era preparato. Avrebbe voluto, ma, poffarre, aveva avuto la tosse. E non teneva nemmeno uno straccio di giustificazione firmata da un genitore o da chi ne fa le veci. Rimase in sospeso come potrebbe rimanere in sospeso chiunque. Poi Primula chiamò il Preside. Accorse anche lo stagnaro, il becchino, lo spaventapasseri, il vigile di New Orleans (sempre pronto lui!) e l’attacchino. Temevano il peggio, ahime! Oh, quanto lo temevano! E arrivò: tutto bell’impettito che avresti giurato si trattasse di un alabardiere. “Perché?” chiese subdolamente. Non pervenne alcuna risposta. O meglio: questa è la tesi di maggioranza; la risposta c’era ma era ferma chissà da quando, chissà da quanto e chissà da alquanto, ma, soprattutto, chissà dove alle PPTT (ora passate al gruppo PPTT). Fu una cosa tra l’infamia e l’ammosciamento nell’acqua calla con l’elettrolisi. Chi correva di qua, chi di là, chi di su e chi correva di giù. Ce ne fosse stato uno che corresse di lato (questo, da molti specialisti in materia, fu considerato quasi un miracolo.). Fu Primula a prendere la decisione ed esclamò “Daje ‘n calcio e buttalo giù!” (come nel Girotondo, pora cocca!). Ecco: qui potete considerare quanto, con un nonniente (o nonnette) può essere messo tutto a tacere. L’episodio si chiuse con un atto che Primula mai, dico mai, si sarebbe aspettata, mai avrebbe sospettato potesse avvenire da parte di Brendon, un regazzone così recalcitrante e pacioccone. Egli fece la riverenza. Primula, per la tenerezza e la gioia… svenne. (Tratto da: La magia dell’Amore di Prugnetti Gennarino, nato a Fischietto Alta ed emigrato in Lapponia. Edizioni: Pallottine.).
Di Mar (del 20/11/2006 @ 11:12:17, in Nonsenso, linkato 431 volte)
Una scossa lo scosse scuotendolo! Ricordo' di aver provato la stessa sensazione ( o forse un'altra) all'eta' di due anni e tre quarti, quando, giocando accanto alla nonna Jenny Gargiuolo ( di origine italiana e conclusione ignota !) dopo lunga premeditazione accidentalmente introdusse tutte le sei dita della mano sinistra nella presa di corrente e riusci' a prenderla! La nonna lo fisso' ...lo fisso' con del nastro biadesivo forte alla parete e guardandolo intensamente nelle ciglia inferiori disse:"Tu sarai un duro e puro! Ricordatelo sempre e soprattutto non scordarlo mai!" Joe, commosso da questo ricordo che gli aveva ricordato di non scordare si commosse! Nel buio pianse a lungo, circa 25 chilometri! Ad un tratto fu attirato da un bagliore diffuso e penso' :" Molto simile ad un effetto filtro di photoshop, pero' con qualche risonanza magnetica in meno!" Ebbe un sentore di pericolo, come un subbuteo interno foderato di pizzo san gallo!
Tra se' e se' trasecolo', e i due se' ebbero un diverbio piuttosto acceso!
Presto il turpiloquio degli astanti si trasformo' in una rissa, le facce si fecero rosse e s'intromise pure una russa che a stenti avanzava nella ressa!
E questo se non segno' la sua fine di certo la indico'!
Joe Gopperfield (pronuncia Chesterfield) procedeva pensoso lungo il boulevard dei fichi secchi nei pressi di Roccapetrona n, 20 (Cz) – 80128, in una fredda giornata di ottobre priva di stelle ma piena di buchi neri e bianchi, con il bavero dei calzoni alzato, così come tante volte aveva visto nel suo film preferito alla Casabianca insieme a Enfri Boccard. Era solo in quella mezzanotte triste: solo come un verme solitario detto anche tenia, dall’esperanto “tenia”. Mentre si avviava mesto da Pappalardo, il suo unico amico senza peli sulla lingua ma pelosissimo sul petto e sul cuore, le ragazze gli sorridevano con frizzi e lazzi: “Come sei bello Joe! Forza Joe! Colpisci duro! Buttalo giù! Viva la Roma!” Eravamo solo al terzo round ma lui era sordo a queste parole che avevano il solo scopo di far cadere il governo. Egli puntava dritto al suo scopo: quello di farsi un giro sul autoscontri del Luna Park di Brodway. Era il suo sogno nel cassetto del comò sin da quando era ragazzetto e lo coltivò con amore e pollice verde. E ci sarebbe riuscito molto meglio di quanto sarebbe stato se non ci fosse riuscito. Pensò di telefonare al capo per dichiararglielo ma poi ci ripensò e lo chiamò al telefono. “Capo, ho deciso: mi sposo e vado alle giostre!” “Joe, tu sai bene, forse anche meglio, che non è quella la pista giusta! Guardati, le spalle, Joe, e già che ci sei anche le gambe e le orecchie! Non farti trarre in inganno!” Joe si guardò tutti gli organi con un ghigno, ma non vide nulla. “Lo so, capo, ma non me ne cale nulla” fu la sua secca risposta e se lo mise in tasca senza battere ciglio. Fu in quel momento che il proiettile di una Ford calibro 2427,2 lo colpì in pieno sull’unghia del mignolo sinistro. Il suo mignolo preferito. Guardò subito sulla sua agenda per cercare il colpevole; colo, colombo, colono, columbro, colpevole: qualcuno aveva cancellato sia il numero sia la maile. E questo segnò la sua fine. (continua)
Di Mar (del 15/11/2006 @ 00:28:28, in Nonsenso, linkato 404 volte)
Plauto,
Codesta tua compresi subito non essere la mia,in quanto tua!
La tua assenza mi lascia un vuoto a rendere,specialmente nel ventricolo destro!L'orecchietta sinistra mente spudoratamente ,cosi' mi disse il cardiochirurgo nucleare!
Il tuo pianto mi lascia un tremito,a volte alternato e a volte anche!Una specie di non plus ultra a oltranza!
I bambini mi chiedono spesso di te e della tua milza,vorrebbero tanto condurla a spasso per i prati in un giorno di sole!
Ma si sa che il sole non giova alle milze,ne' quelle elettriche ne' a pile ,sebbene ricaricabili!
Aspettoti presto al solito posto, che non è stato spostato,mi sono assicurata presso la guardia di finanza e presso il dopolavoro ferroviario! Nel caso non mi vedessi vuol dire che non ci sono! Ti porgo il mio affetto e il mio affettato, ti rimpiango e ti rimpiazzo!