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Una nuova avventura
Di Margherita (del 31/01/2008 @ 18:26:48, in Vita vissuta, linkato 386 volte)

Vi avevo promesso un racconto.

Finalmente trovo un momentino per mantenere la promessa.

Dunque:
ormai quasi quattro mesi fa mi telefona la nostra "Dottora" e mi chiede quasi a bruciapelo "Ci verresti a lavorare a Pavia?”.
La prima cosa che le ho risposto è stata "a far che?".
Qualsiasi persona normale avrebbe avuto dei dubbi sulla distanza, io no, e tuttora non so perchè è stata quella la prima domanda che le ho fatto!

Mi racconta il suo progetto e man mano che andava avanti tutto il mio essere diceva "Sìììì".
Si trattava di fare da segretaria al professore universitario con il quale lavora lei. Allora non potevo sapere cosa mi aspettava, l'unica cosa che vedevo era la possibilità di ritornare nel mondo del lavoro dopo tanti anni di forzata latitanza (in questi venti anni ho fatto veramente di tutto, ma niente che mi qualificasse in qualche modo e alla mia età proporsi anche con un curriculum nutrito è tremendamente penalizzante) e oltretutto di farlo nelle vicinanze di qualcuno di riferimento.

Ho cominciato a soppesare i pro e i contro, a parlarne con tutti ma proprio tutti, ad ascoltarli ma non fino in fondo, dentro di me io già sapevo che era sì. Ho fatto la prova ad andare alla sede in orario di ufficio per capire quanto ci volesse in termini di tempo e di costi, in autostrada 84km e 1 ora e mezza, ma non mi sono scoraggiata (poi ho verificato che per stradine risparmiavo 20km andata e 20km rit e non avevo pedaggio autostradale).
Al lavoro c'era veramente un macello di cose da imparare ma io sono folle e presuntuosa e non mi spavento facilmente.
Raffaella mi ha aiutato alla grande a mettere su un curriculum decente con il minestrone di attività che era la mia storia più recente, la cosa che mi ha colpito è che comunque mi sarei ritrovata a fare un lavoro simile a quello che avevo dovuto interrompere alla venuta dei figli,e per di più nello stesso ambito.

Finalmente arriva il fatidico momento del colloquio con il professore. Una persona gradevole e entusiasta del suo lavoro che solo a sentirlo parlare ti vien voglia di lavorare con lui.
Esco dall'uffico dopo i vari accordi ed è un abbraccione con Raffaella, è andata!!!!

Il 22 di ottobre lunedì si attacca. Le cose da fare sono veramente tante e sono sempre a chiedere aiuto a tutti, l'ufficio non è di una cosa sola ma di quattro cose diverse benchè simili che si intrecciano e sembrano nate per confonderti al massimo, tra l'altro l'Università ha delle procedure burocratiche e di etichetta particolarissime che tutti paiono conoscere meno che me.
Ci sono giorni in cui sono gasata, altri assai abbacchiata, ma non sono mai sola, Raffaella veglia solerte e tollerante e l'entusiasmo per quello che sto facendo e imparando non mi lasciano per un momento.

Più o meno nello stesso periodo mi viene proposto di collaborare con l'altro coro del nostro maestro per preparare il Magnificat di Bach per un concerto prima di Natale.
Unico problema: il coro è a Varese....
Riunione di consiglio a casa per chiedere tolleranza da parte dei famigli che verranno abbandonati per due mesi, ma sono favolosi e mi sostengono.

Ho passato novembre e dicembre ad andare tutti i giorni a Pavia (65km), il lunedì sera a Varese (40)km, martedì sera a Milano (40km) e giovedì sera a Varese, totale 8.000km in due mesi.
Ero stanca e gasatissima assieme, improvvisamente è come se fossi tornata a venti anni fa: il lavoro l'avevo dovuto lasciare nel '87, il Magnificat l'avevo fatto a Roma nell'81, avevo smesso di cantare da soprano nel '91, e adesso tutto è ritornato assieme.
Lo studiare con quel coro, più preparato del nostro è stato estremamente stimolante, il concerto gratificante, spero si possa ripetere l'esperienza.

Nella settimana delle vacanze di Natale ho dormito e stupidato e devo dire che ho ricaricato abbastanza le batterie.

Adesso sono passati tre mesi, mi è stato detto da chi mi ha preceduto che ce ne sarebbero voluti almeno sei per sentirsi più a proprio agio, vorebbe dire che sono a metà strada, vedremo!

Il tragitto, ormai familiare, mi pare meno lungo e mi regala degli spettacoli magnifici, la mattina e la sera. Quando Raffaella diceva che avevo rubato tutte le nuvole forse era vero! In realtà avevo molto tempo a disposizione, durante i miei spostamenti, nei momenti giusti della giornata e negli spazi aperti della padania!

Ogni tanto con Raffaella siamo stanche cotte in due, io per cercar di capire e ricordare, lei sempre estremamente disponibile per cercar di aiutarmi ad entrare nell'ingranaggio. Ho comunque imparato e sto imparando veramente tanto e questo mi diverte moltissimo.

Devo soprattutto ringraziarla per la splendida opportunità offertami.
Mi ha proposto di imbarcarmi su di una nave che fa un bellissimo viaggio e sono proprio contenta, nel mio piccolo, di far parte della ciurma in questa avventura!

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