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Carlos andò da Primeiro di buon mattino.
Stock, stock. La porta miagolò con cipiglio inusuale. "Chi ene?" rispose Gerza in francese anche se non lo conosceva.
"Sono il lupo" rispose egli tra il faceto e il non.
"E io so' mi' nonna" rispose ella guardando di sbilenco l'agente della ciccia che aveva già iniziato a giocare a battimuro. Egli averebbe voluto sapere giocare meglio di quanto sapesse giocare peggio e sin da bambino aveva cercato di imparare, studiando anche musica, ma niente da fare. Su dieci battimuro ne azzeccava no è sì due..tre, oppure sì e no nove. Ne era infelicitato, poveraccio.
Nel frattempolo Carlos si era introdotto nel caveau. Stava scavando come una talpa impazzita e consapevole della caducità delle cose.
Primeiro era ormai alle calcagna, anzi si stava avvicinando alle caviglie e la cosa stava assumendo una tinta giallognola. Fu denunciato per itterizia.
Se ne accorse e rise di se stesso e del mondo ma non potè farlo a lungo perché gli venne un singhiozzo tale che ancora ne parlano i quotidiani.
Gerza si era immessa contromano nella camera da letto scopo matrimonio: non intermediari.
Ma fu colta dallo sconforto, proprio lei che cantava sempre "Cogli la prima mela.".
Chi l'avrebbe mai creso.
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